Chi siamo

VareseèSolidale, una iniziativa di un gruppo di più di cinquanta associazioni che si sono messe insieme nel nome di una solidarietà che cerca di con-dividere anziché dividere, di collaborare e non solo di lavorare. La giornata di Varese solidale è arrivata alla seconda edizione ma ha il sapore degli appuntamenti tradizionali e attesi, in cui sentirsi in famiglia. Le diverse competenze e specificità presenti nelle varie realtà lavorano nella direzione di una sempre maggiore armonia verso l’obiettivo comune di offrire da un lato l’opportunità per adulti e giovani di fare del bene sensibilizzando sui temi del no-spreco, della cultura del volontariato e della messa in gioco dei propri talenti, e dall’altro nella raccolta fondi destinati a progetti solidali

Il significato di Varese Solidale
Il cuore di Varese è solidale, accogliente, attento ai bisognosi, generoso nel dare, disponibile nel mettere a disposizione tempo e competenze. È questa la Varese che non ti aspetti, ma solo se ti fermi alla superficie e agli stereotipi. C’è un’altra Varese più nascosta, che ogni giorno si dedica con passione ai bisogni del povero, dell’affamato, del carcerato, di chi non ce le fa ad arrivare alla fine del mese, di chi è senza casa, di chi non ha lavoro, dell’ammalato, di chi ha gravi dipendenze, del minore con disagio, del diversamente abile, di chi fugge dalle guerre e dalla fame. È un popolo spesso silenzioso, discreto, che preferisce il paziente lavoro quotidiano alle luci della ribalta. Lo fa per professione o per volontariato, comunque mettendo al primo posto la persona e i suoi bisogni. Diventa difficile a volte capire se chi lavora accanto a te è un impiegato, un libero professionista, un operaio, un imprenditore o una casalinga. Ti senti accumunato dal desiderio di renderti utile per gli altri e di dare un senso al tuo operare, o forse di dare un senso alla tua stessa vita. È questa la storia che vogliamo raccontare, per amore di verità, per omaggio a chi privilegia il fare, per dire grazie a tante persone buone, per l’orgoglio di essere varesini. Preferiamo il linguaggio delle opere rispetto alla battuta facile, del racconto rispetto allo spot, del parlare positivo rispetto alla lamentela, delle proposte rispetto alle denunce.